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Carta dei Servizi

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CARTA DEI SERVIZI
della Comunità per minori di Sorisole
"don Lorenzo Milani"
Patronato S. Vincenzo - Sorisole





LE RADICI
FINALITA’ GENERALI E STILE EDUCATIVO
I DESTINATARI
ORGANIZZAZIONE DEL COMUNITA’
EQUIPE EDUCATIVA
I VOLONTARI E IL TERRITORIO
LE ATTIVITA’
I COSTI
MODALITA’ D’INSERIMENTO
CONTATTI


0.    LE RADICI

La comunità per minori di Sorisole affonda le sue radici nel Vangelo e nella Chiesa diocesana di Bergamo, attraverso il legame con la persona e lo stile educativo di don Bepo Vavassori (1888-1975), che nel 1927 diventa direttore del Patronato san Vincenzo di Bergamo.
Espressione dell’impegno sociale della Chiesa del Novecento, don Bepo ha voluto che l’istituzione del Patronato san Vincenzo fosse in primo luogo "casa", cioè un insieme di relazioni adulte significative e accoglienti (responsabili, educatori, volontari): don Bepo credeva nella forza educativa della relazione, appassionata, fedele, oltre i fallimenti. Per questo, il suo stile educativo riconosce l’importanza decisiva della testimonianza in prima persona, accogliendo così la sfida degli adolescenti che richiedono coerenza dal mondo adulto.
Un secondo elemento che ha sempre caratterizzato don Bepo è l’attenzione "agli ultimi", cioè a chi non è accolto da nessuno. Questa disponibilità in modo dinamico ha dettato lo sviluppo e le aperture del Patronato san Vincenzo in tutte le sue strutture. Così pure la Comunità di Sorisole: inizialmente solo per i bambini, poi gli adolescenti, quindi dall’88 per coloro che sono sottoposti a provvedimenti penali, quindi per gli stranieri senza permesso…  
In modo storico e concreto, il Patronato san Vincenzo testimonia semplicemente il vangelo. La luce che tale annuncio getta sull’uomo e sulla sua vita si traduce in uno sguardo ostinatamente positivo sulle persone e sulle loro possibilità inespresse: questo consente di prendere in mano con verità anche il reato e gli errori in ottica evolutiva.  
1.     FINALITA’ GENERALI E STILE EDUCATIVO

La finalità che la Comunità per minori di Sorisole si propone si può così sintetizzare: consentire un recupero individuale e sociale di soggetti che sono portatori di un disagio esistenziale.
La persona viene messa al centro di qualsiasi discorso educativo o riabilitativo. Partendo dalla sua sofferenza, dal suo dramma interiore, condividendolo e alleviandolo si cerca di portare il minore a prendere coscienza dei propri errori e delle ripercussioni che questi hanno avuto ed hanno sugli altri, in modo che le sue esperienze negative possano trasformarsi in situazioni costruttive. Per far ciò è fondamentale favorire ogni tipo di "confronto" e di "dialogo" con e fra gli utenti e con le strutture di riferimento. Importanti non sono solo il lavoro e la relazione sociale ma anche il recupero di valori umani e spirituali quali la tolleranza, il perdono, il rispetto di se stessi e degli altri.

La Comunità per minori di Sorisole è una struttura di tipo residenziale in cui sono alloggiati e assistiti minori, adolescenti e giovani con vissuti di disagio o devianza o che presentano problemi di abbandono o disadattamento sociale o familiare.
Obiettivo finale del lavoro che si svolge all’interno di questa struttura è il seguente: la rimessa in moto di un processo evolutivo in qualche modo interrotto o disturbato nella direzione di un recupero del ragazzo sia in senso individuale che sociale. Tale recupero è inteso come percorso mediante il quale il soggetto può riappropriarsi della propria storia e diventare protagonista di quel cambiamento che è indispensabile alla sua crescita.
È ovvio che questo può avvenire solo in un contesto che sia accogliente rispetto alle richieste avanzate dal soggetto, ma allo stesso tempo sia normativo nel suo rapporto con lo stesso.
L’intervento che si realizza all’interno della comunità, pur facendo riferimento ad un progetto educativo globale, viene elaborato in maniera individuale tenendo conto sia delle richieste provenienti dall’ente da cui il ragazzo è inviato che dei bisogni e delle aspettative proprie del ragazzo.

E’ importante sottolineare che la Comunità si pone non come luogo della risoluzione di tutti i problemi di una persona accolta ma come un momento del percorso di vita in cui riattivare una progettualità e una crescita che certamente dovrà proseguire oltre l’esperienza della comunità stessa.
Questo aspetto spiega l’importanza e l’attenzione che, nell’ambito del progetto educativo, si dà al territorio di provenienza e al futuro dopo la comunità; da questo punto di vista in questi anni si è lavorato molto per favorire la cultura dell’assunzione di una responsabilità a livello collettivo in relazione ai ragazzi che accogliamo, rifiutando la logica dell’allontanamento o della loro esclusione dagli ambiti sociali da cui provengono.


2.  I DESTINATARI

La Comunità per minori di Sorisole si rivolge a ragazzi adolescenti (tra i 14 e i 18 anni) e giovani (fino ai 21 anni) in condizione di disagio con o senza provvedimento.  
In caso di provvedimento esso può afferire all’area:

Amministrativa/civile: comprende minori vittime o cause di disagio sociale; si tratta di adolescenti che vivono condizioni di disagio all’interno del nucleo familiare d’origine e che per decreto del Tribunale dei Minorenni vengono cautelativamente o terapeuticamente allontanati dal nucleo familiare per un determinato periodo di tempo, generalmente fino al raggiungimento della maggiore età o fino al ventunesimo anno di età, se non è stato raggiunto un effettivo grado di autonomia personale.
Accoglienza è anche prestata a minori richiedenti asilo politico e profughi, o minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio provinciale.


Penale: riguarda i minori sottoposti ai seguenti tipi di provvedimento penale:
-  misura cautelare con collocamento in comunità – art. 22 DPR 448/88 – per minorenni provenienti dal CPA, dall’Istituto Penale Minorenni e dalla libertà;
-  sospensione del processo e messa alla prova – art. 28 DPR 448/88 – con la predisposizione di un progetto educativo individualizzato;
-  misura di sicurezza del riformatorio giudiziario – art. 36 DPR 448/88 – da eseguirsi nelle forme del collocamento in comunità per minorenni con accertata pericolosità sociale, anche in collaborazione con i servizi sanitari competenti;
-  affidamento in prova al servizio sociale – art. 47 dell’ Ordinamento Penitenziario – disposto dal Tribunale per i Minorenni a seguito di condanna, con la prescrizione del collocamento in comunità e l’esecuzione di un progetto educativo.





3.  ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITA’

A livello di organizzazione interna, la Comunità per minori di Sorisole sussiste grazie alla sinergia di tre istituzioni: il Patronato san Vincenzo, l’Associazione "don Lorenzo Milani" e la Cooperativa "Il Mosaico".

Il Patronato San Vincenzo di Sorisole è costruito nel 1964 come Casa di Accoglienza e di Formazione dei giovani, trasformatosi, viste le esigenze, in istituto per l’accoglienza di fanciulli e adolescenti.
All’interno del Patronato San Vincenzo, nel 1965/67, nasce il Villaggio S. Raffaele che opera in ambito minorile, come Comunità di Accoglienza e Pronto Intervento.
E’ il Patronato san Vincenzo il proprietario degli immobili che permettono alla Comunità per minori di articolare la sua offerta educativa come segue:  due case alloggio per minori (la Casa don Bepo; il Villaggio); gli spazi per i laboratori e per la scuola interna; la palestra e i campi da gioco; le stalle e gli orti; tre appartamenti per la semi-autonomia e l’autonomia.
Tale struttura si configura come un’area collinare a qualche chilometro da Bergamo, servita dai mezzi pubblici, all’interno della quale sono dislocate le diverse case. E’ uno spazio dove la cura per il verde e la natura sono un invito ad apprezzare il bello e a riscoprire i ritmi del tempo e delle stagioni.

Nel 1978 nasce l’Associazione "Don Lorenzo Milani"- onlus, fondata da un gruppo di volontari, con un proprio statuto e regolamento ufficializzato nel 1989; tale struttura si occupa di minori e giovani in condizioni di disagio e devianza in particolare riferite alle situazioni contenute nel DPR 448/88, il nuovo processo penale minorile.

Nel 1990, in seguito all’iniziativa di un gruppo di operatori della Comunità "Don Lorenzo Milani" viene costituita la Cooperativa "Il Mosaico", per dare una risposta concreta a situazioni che si vengono a creare nell’ambito della carcerazione e del disadattamento minorile. Attualmente tutti gli educatori sono dipendenti di questa cooperativa.
La Cooperativa "Il Mosaico" gestisce i laboratori della comunità: la falegnameria; la serigrafia; l’assemblaggio; la cartotecnica e la legatoria; le stalle e gli orti, con la cura del verde della comunità; la cucina; la vetro-fusione (vedi la brochure dei Laboratori)
  
Tale organizzazione permette di strutturare l’offerta educativa secondo queste grandi tipologia:

2 case alloggio per minori di tipo residenziale: Casa don Bepo e Villa Rita/110 (per un totale di 15 posti)
3 appartamenti per l’autonomia (per un totale di 15 posti)
4 posti in Pronto intervento
6 posti in  Diurno (vedi Progetto "Accoglienza Diurna")



4.   EQUIPE EDUCATIVA

La Comunità per minori di Sorisole si è costruita come comunità educante. L’adolescente che vi viene accolto non incontra solo una proposta di vita strutturata, ma in primo luogo una comunità di adulti che si riconosce nello stile di vita incarnato nella storia del Patronato San Vincenzo.
Per alimentare l’appartenenza comune a questo spirito, sono organizzati momenti di scambio e formazione comune, come pure settimanalmente ci sono tempi di verifica e di scambio sulle diverse attività e sui progetti educativi.

L’equipe educativa è costituita da:
1 direttore responsabile
2 coordinatori
12 educatori
1 psicologo

Gli educatori hanno un ruolo che può essere genericamente definito di "adulto" e svolgono funzioni di ascolto, sostegno e guida: lo strumento centrale del lavoro è quello di valorizzare relazioni autentiche e trasparenti che producano e accompagnino i processi di autoconoscenza e sviluppo dei minori.
Nella condivisione delle giornate, fatte di lavoro e di svago, di momenti di gruppo e  confronti personali con gli adolescenti, l’educatore si propone come riferimento coerente e concreto dei valori che indica ai ragazzi.

Il coordinatore ha una funzione di riferimento, di supervisione e di cura per l’equipe educativa per quanto riguarda gli aspetti organizzativi e gli aspetti pedagogici. E’ il referente e il garante del progetto educativo individualizzato di ogni minore accolto e insieme all’equipe promuove e sostiene i legami con il territorio.

Il direttore responsabile è il riferimento ultimo della struttura e il responsabile complessivo dell’esperienza. E’ il responsabile e garante della continuità educativa e dello stile che contraddistingue la comunità, a cui periodicamente richiama l’equipe educativa. E’ compito del direttore valutare gli accessi in comunità e le eventuali dimissioni, in collaborazione con i coordinatori.

Lo psicologo è a disposizione delle equipe per le supervisioni educative e in caso di necessità svolge uno o più colloqui con i minori accolti in comunità. Accanto alla sua presenza, in questi anni si sono intensificati i contatti con referenti esterni facenti capo al servizio di UONPIA (Neuropsichiatria infantile), al Centro psicodiagnostico "Il Conventino", al SERT e  con degli psicologi dell’area sociale ASL per diverse collaborazioni a favore dei ragazzi.


Si sostengono e si incoraggiano iniziative di formazione continua (corsi, seminari, convegni).



5. I VOLONTARI E IL LAVORO DI RETE

All’interno della Comunità, accanto agli educatori, operano diversi volontari e alcuni giovani all’interno dell’anno di servizio civile. Caratteristica fondamentale di queste persone è una forte motivazione a lavorare con i ragazzi ed in particolare con quelli portatori di disagio e con problemi giudiziari.
In tale contesto la preparazione professionale, anche se necessaria, non è sufficiente in quanto deve essere integrata da un’umana condivisione del disagio che permetta una "presa in carico" autentica dell’utente; negli ultimi anni, aumentando la complessità dei ragazzi ospitati, la Comunità ha investito  molto sulla formazione per rimanere aderente all’evoluzione del fenomeno della devianza e del disagio.
L’operatore tiene in particolare considerazione i bisogni affettivi del ragazzo senza, peraltro, dimenticare che questi necessita di regole e di punti di riferimento, il tutto condensato in un intervento che ne favorisca l’adeguata crescita e maturazione.
L’azione dei volontari è fondamentale soprattutto nel sostenere e rafforzare il lavoro educativo degli operatori nel "tempo libero", insieme a questi coordinano le attività dei ragazzi e ampliano il loro mondo relazionale.
Infine, agli operatori e ai volontari, si affiancano alcuni giovani all’interno dell’anno di servizio civile che scelgono di prestare il proprio servizio presso la Comunità a tempo pieno per 12 mesi e che sostengono ad ampio raggio il lavoro degli operatori.
Altre figure orbitanti all’interno della Comunità sono adibite alla pulizia, al riordino degli ambienti, al servizio guardaroba o alla cucina; anche al personale non educativo è richiesta attenzione rispetto agli ospiti accolti e alle loro difficoltà.

Un intervento educativo, perché sia produttivo, non può esaurirsi all'interno della Comunità ma deve costituirsi come una rete che coinvolga tutte le persone e le strutture che entrano in relazione con l'utente.
Fondamentale è creare un collegamento con gli operatori specialistici che intervengono su vari aspetti della personalità, sulle eventuali patologie, sull’ambito sociale, familiare, lavorativo, ecc. In questo senso viene  favorito il dibattito tra gli operatori della comunità e quello dei vari servizi di riferimento (ASL, SERVIZIO SOCIALE DEI COMUNI, SERVIZIO SOCIALE DEL MINISTERO di GIUSTIZIA, ecc.) cercando di creare una rete d'intervento il più possibile ampia e che metta al centro l'individuo e il suo disagio.
Naturalmente la ricerca di collaborazione non si ferma a queste agenzie. Si cerca anche di creare una collaborazione con il territorio di origine dell'utente in modo che questi possa non sentirsi isolato al momento del suo rientro a casa .
Lavorando nell'ambito di una relazione protetta, gli educatori della comunità cercano di portare i ragazzi ad una relazione più matura ed adeguata che permetta di affrontare anche gli ambiti meno protetti del sociale. Pertanto si favoriscono momenti di conoscenza e convivenza con altre persone e strutture che operano sul territorio, oratori, piscine pubbliche, attività di tempo libero proposte a livello cittadino, rapporti con gruppi oratoriali o aggregativi al fine di una maggiore integrazione sociale.
Tutto questo nell’ottica che qualsiasi interscambio tra la realtà esterna e quella interna è utile e necessario ad una crescita costruttiva di entrambe.


6.       LE ATTIVITA’

La Comunità per minori di Sorisole ritiene educativamente importante aiutare i minori a strutturare il tempo. Per questo motivo, le giornate sono scandite da attività e proposte che si articolano in varie aree.

L’AREA PEDAGOGICO-EDUCATIVA in linea con i riferimenti educativi della comunità stessa, va a proporre un insieme di attività che hanno come obiettivo l’assunzione di responsabilità, di impegni stabili e il raggiungimento di un’autonomia personale : gli impegni giornalieri rivolti alla cura degli spazi comuni, la preparazione del pranzo, il rispetto dei tempi di vita della casa  all’interno di un contesto  il più possibile simile a quello di una famiglia, con regole di vita comune, compiti, ruoli e funzioni riscontrabili in un normale nucleo familiare. Questa è un’area che chiaramente attraversa e significa tutte le altre aree di lavoro che si concentrano su aspetti e finalità più specifici e mirati.

L’AREA DELLA FORMAZIONE SCOLASTICA e CULTURALE raccoglie l’insieme di attività volte al sostegno, all’alfabetizzazione, alla riapertura o alla ripresa dei percorsi scolastici interrotti. Questa area si struttura come un’offerta personalizzata prevalentemente all’interno della comunità, ma anche con la possibilità di costruire collaborazioni con le scuole del territorio. Uno dei servizi per l’autonomia è l’orientamento al lavoro.
Per questa area è decisivo l’apporto in termini di competenza e di professionalità dell’AFP, Associazione Formazione Professionale, di cui anche Sorisole è una delle sedi accreditate.

L’AREA DEI LABORATORI ha come obiettivo di offrire ai minori la possibilità di sperimentarsi praticamente, di "imparare facendo". Per alcuni ragazzi è anche l’occasione per sperimentarsi nella fatica a tenere dei ritmi, nell’allenamento al lavoro e alle consegne, come pure al confronto con altri adulti. E’ la Cooperativa "Il Mosaico" che gestisce i laboratori della comunità: la falegnameria; la serigrafia; l’assemblaggio; la cartotecnica e la legatoria; le stalle e gli orti, con la cura del verde della comunità; la cucina; la vetro-fusione. Nei laboratori, oltre alla presenza degli educatori, che condividono con i ragazzi il lavoro, ci sono delle presenze più spiccatamente professionali: i maestri di mestiere. In collegamento con il territorio si favoriscono esperienze esterne alla comunità per aiutare i minori a confrontarsi con il mondo del lavoro attraverso stage e "borse lavoro".
Nella primavera 2011, il laboratorio della stalla si strutturerà come fattoria didattica.

L’AREA DEL TEMPO LIBERO è l’insieme di tutte quelle proposte legate al rafforzamento dell’aggregazione, del gruppo  e del benessere  sia all’interno del gruppo dei pari che tra adolescenti e adulti: possibilità di praticare sport, di realizzare attività hobbistiche, di organizzare uscite e vacanze.



7.      I COSTI

La Comunità per minori del Patronato san Vincenzo di Sorisole, fedele alla tradizione di accoglienza propria dello stile di don Bepo, non ha mai fatto della questione economica un elemento determinante per l’inserimento di un minore. Al tempo stesso, la Comunità si riconosce nello studio sui costi delle strutture per minori elaborato all’interno della collaborazione con le altre Comunità alloggio del Coordinamento Provinciale.  

"Alla luce di questo duplice legame, la comunità per minori ha determinato le seguenti quote a partire dal 1° gennaio 2013:

La retta giornaliera per un’accoglienza residenziale in comunità è pari a € 95,00.
La retta giornaliera per l'accoglienza residenziale in comunità di un ragazzo da fuori provincia è pari a € 115,00 La retta giornaliera per il pronto intervento è pari a € 100,00.
La retta giornaliera per un progetto di accoglienza diurna in comunità è pari a € 50,00 giornaliere oppure a € 1.000 mensile forfetario.
Gli importi indicati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 n°20 del DPR 633/72 e S.M.

Le rette possono variare solo in caso di convenzione.

La quota non comprende: cure odontoiatriche e percorsi di psicoterapia".

 
 8.    MODALITA’ D’INSERIMENTO

La Comunità per minori di Sorisole è una comunità per minori maschi.
Per quanto riguarda un inserimento di tipo progettuale, il primo contatto avviene tramite una richiesta telefonica di disponibilità a valutare il caso da parte dell’Ente inviante di competenza (USSM o Servizi Sociali del territorio); tale richiesta viene valutata in base all’effettiva disponibilità di posti nei gruppi di accoglienza.
Nell’eventualità che tale disponibilità esista, si richiede all’Ente inviante una relazione scritta conoscitiva sul minore da inserire ed eventualmente incontra l’equipe per discutere la situazione.
La situazione viene valutata dall’Equipe Responsabili (Direttore e Coordinatori) in base ai dati presentati, alle caratteristiche di personalità e comportamentali, alle richieste dell’Ente inviante; esistono tre aspetti principali che possono condizionare negativamente l’inserimento:
casi psichiatrici certi
casi di tossicodipendenza conclamata
casi di modalità comportamentali realmente aggressive verso gli altri che possono mettere a rischio l’incolumità degli altri ospiti.

Valutata la possibilità effettiva di tale inserimento, l’Equipe dei responsabili individua l’educatore di riferimento che accompagnerà il minore nelle varie fasi del progetto, e decide la data di inserimento in accordo con i Servizi e nel rispetto della vita del gruppo degli adolescenti già presenti in comunità.

Per quanto riguarda invece il Pronto Intervento, gestito normalmente dalle Forze dell’Ordine, le quali dopo aver verificato l’effettiva necessità dell’inserimento in comunità e dopo il contatto telefonico con il Direttore o un coordinatore, che verificano la disponibilità di un posto libero, si passa all’accoglienza nelle ore che seguono. Le Forze dell’ordine redigono un verbale d’affido del minore alla Comunità. Il coordinatore invia una segnalazione scritta dell’avvenuta accoglienza tramite fax ai Servizi territoriali di competenza.   Al primo giorno lavorativo successivo, vengono intrapresi i contatti con tale Servizio per valutare insieme quale può essere il progetto da costruire.

La Comunità può decidere le dimissioni del minore per un motivo inerente la non compatibilità con la struttura.


9.    CONTATTI

Patronato san Vincenzo
Via Madonna dei Campi, 38  -  24010 SORISOLE

Tel 035-571548; 571515  Fax 035-4129784
www.dedicarsiallavita.it   e-mail: assoc.donmilani@libero.it

Direttore:
don Fausto Resmini

Coordinatore:
per la Casa don Bepo, i laboratori, logistica, Villaggio, Progetto Diurno, Scuola interna
Zucchinali Luigi 347/5484153 e.mail:
zucchinaliluigi@dedicarsiallavita.it



 
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